YESME: “Aspettativa e Realtà”

Illusione SINTESI

 

Quando ci hanno proposto di partecipare al progetto le nostre aspettative erano poche, eravamo un po’ sfiduciati nei confronti del trovare lavoro. Per quanto mi riguarda ho cominciato questo percorso, più che altro, per uscire di casa e avere qualcosa da fare.

Abbiamo iniziato col teatro psico-sociale e i primi giorni sembrava di essere in un campo estivo. I nostri coach ci coinvolgevano in vari giochi, per farci conoscere l’un l’altro e per insegnarci a collaborare. All’inizio del percorso di teatro molti di noi erano introversi e silenziosi, ma poi, anche con l’aiuto dei nostri coach, abbiamo imparato ad aprirci e ad essere più sicuri di noi, infatti se all’inizio alcuni ragazzi non volevano partecipare allo spettacolo, chi perché si vergognava a salire sul palco, o chi perché non aveva mai fatto teatro, alla fine abbiamo partecipato tutti, e ci siamo anche divertiti.

In contemporanea col teatro abbiamo intrapreso il corso di animazione web, dove ci hanno insegnato come aprire, modificare e aggiornare un blog, utilizzare i social network, tipo facebook dove, tramite la pagina di YESME, ognuno di noi, in gruppo o singolarmente, ha raccontato le proprie sensazioni ed esperienze, e le varie fasi del progetto.

Questi sono stati i laboratori più lunghi, ma non meno importanti lo sono stati gli altri, tra cui: la CURA DEL SE’, dove ci hanno dato consigli utili su come apparire al meglio; il MIP, dove ci hanno spiegato come comportarci se volessimo metterci in proprio; la SOCIETA’ COOPERATIVA, dove ci hanno spiegato come organizzarci, per poter avere un finanziamento, se volessimo aprire un locale o altro.

Alcuni ragazzi durante il percorso, sia tramite il CPI, sia per conto proprio, sono riusciti a trovare lavoro. Altri tramite i voucher formativi parteciperanno a dei corsi di formazione e ultimamente alcuni ragazzi sono stati selezionati per dei tirocini tramite un bando di concorso presso l’Informa-giovani.

Io personalmente non ho avuto questa fortuna, ma ora sono più sicura di me, almeno rispetto all’inizio. Adesso, però, che questo progetto è praticamente alla fine, ricomincerei tutto da capo, per rivivere questa bella esperienza.

Claudia

IL SIGNIFICATO PER NOI:L’ESPERIENZA DEL TEATRO SOCIALE , BENEFICI ,UTILITA’ E EVENTUALI SUGGERIMENTI

 

 

228896_180985378715700_1444046920_n

 

All’inizio del progetto ci è stato proposto di fare il Teatro Sociale, nessuno sapeva cosa saremmo andati a fare ed eravamo tutti un po’ titubanti…

Un grande beneficio ci è stato regalato dalla sola presenza di ogni singola persona, il gruppo era ormai formato da una grande emozione comune, che veniva riflessa sui volti, tra sorrisi, visi pensierosi e tanta empatia tra tutti. Infatti ci siamo aiutati l’uno con l’altro sia materialmente sul palco, sia nel combattere la timidezza di chi ne aveva più bisogno, questo ha portato a un grande successo, innanzi tutto sul risultato dello spettacolo, ma sopratutto sul piano dell’autostima di ognuno di noi.

Tutto questo lavoro ci è stato molto utile, abbiamo capito sulla nostra pelle l’importanza di sapersi organizzare e la grande difficoltà nell’attuarlo con tutto il resto del gruppo.

Dopo aver molto lavorato su questo, finalmente ci sentivamo una vera e propria squadra.

Abbiamo migliorato anche la nostra coordinazione, che nell’ambito lavorativo si potrebbe riflettere con la frase “ ESSERE AL POSTO GIUSTO NEL MOMENTO GIUSTO”, che riteniamo sia molto utile… =)

Altro cambiamento importante è stato gestire il proprio autocontrollo, la tensione era palpabile ma abbiamo combattuto le nostre paure e siamo risultati molto più sicuri di noi stessi.

Per quanto riguarda eventuali suggerimenti di miglioramento, abbiamo deciso che non scriveremo nulla, perché siamo soddisfatte della nostra crescita personale, e abbiamo notato molti cambiamenti positivi e molto impegno da parte di tutti, è stata una grande, emozionante e coinvolgente avventura, vissuta al meglio delle nostre capacità.

Ringraziamo di cuore Patrizia,Claudia e Michele per la pazienza, la grande disponibilità anche solo ad ascoltarci e per la loro comprensione anche nei momenti più difficili.

CIAO IO VADO!! :) :)

-Giorgia & Sara-

 

 

 

Un lungo percorso insieme!

yesme e la collaborazione

yesme e la collaborazione

 

Siamo coinvolti nel progetto YES ME da 7 mesi e ½ e abbiamo iniziato questo progetto con motivi diversi ma comuni, es. trovare un lavoro, fare un’esperienza nuova, relazionarsi con il mondo esterno, conoscere altre persone. All’inizio del progetto il mondo esterno a cui noi abbiamo parlato (amici e parenti) erano scettici sull’iniziativa, e la trovavano inutile e uno spreco di tempo e soldi, specialmente all’inizio con il teatro sociale. C’erano anche delle persone che trovavano molto interessante questa nuova iniziativa della provincia ed era contenta che ci fosse qualcuno che poteva dare una mano alle persone che si trovavano in difficoltà di esprimersi, relazionarsi con il mondo esterno.“Durante un colloquio di lavoro il direttore non sapeva del progetto ma, una volta informato, il suo atteggiamento è stato negativo. I miei amici, in-vece, trovano interessante che io possa mandare mio figlio al nido, tramite un voucher per le madri inserite in YES ME. Anche mio marito trova un notevole miglioramento. Grazie a YES ME, dopo la maternità sono tornata a relazionarmi con il mondo esterno.
ALEXANDRA

Io ricordo che quando spiegavo alla mia famiglia di quando facevo teatro sociale capivano grossolanamente di cosa si trattasse. Però solo quando il 14 marzo abbiamo fatto lo spettacolo al Liceo Musicale la mia famiglia è rimasta molto contenta, soddisfatta e colpita nel vedere che bel lavoro avevamo messo su nei mesi precedenti a Villa Girelli. E vedere me sul palco, essendo io timida, è stato per loro una bella sorpresa.

MARIA

Mio padre è rimasto contento che io abbia conosciuto nuove persone per conoscersi e scambiarsi le idee. Ai miei conoscenti a cui ho raccontato del corso, e che è interessato, mi hanno stimolato e incoraggiato ad andare avanti.

ALESSIO

 

 

L’amore ai tempi di Yes Me

amore1

 

 

All’inizio del corso nessuno di noi o pochi si conoscevano, man mano che il corso andava avanti e si passavano giornate tutti assieme alcuni di noi hanno legato di più. Sono nate amicizie forti che poi si sono trasformate in amore e affetto. Alcune storie sono ormai terminate, ma il legame è rimasto comunque forte tra queste persone. Yes me ha aiutato molti di noi a farsi avanti, ad essere meno timidi e ad affrontare questo sentimento con più sicurezza, anche se ora la storia d’amore è finita.

Non so perché la professoressa di web abbia voluto mettere me a parlare di questo argomento, forse perché una delle tante persone che ha provato quel sentimento, che da tempo era svanito, sono proprio io.

La nostra disoccupazione!

Nel film “Quasi amici”, diretto da O.Nakache e E.Toledano, emerge il tema del “sussidio di disoccupazione”.

Driss, protagonista del film, si reca al colloquio non per avere il lavoro, ma per farsi firmare una lettera di rifiuto di assunzione, in quanto dopo il terzo rifiuto otterrà il sussidio di disoccupazione.

La domanda che sorge spontanea è “perchè a Driss non interessa il lavoro?”. Abbiamo discusso sul ruolo del sussidio nella vita di un disoccupato.

“La mia opinione è che il sussidio sia un aiuto utile a sopravvivere per un breve periodo dopo la perdita di un lavoro, ma ritengo che vada dato a chi realmente ne ha bisogno.”, dice Manuela.

Denise invece afferma: “Ho lavorato in passato ma non ho mai percepito alcun sussidio, perchè in alcuni casi si trattava di tirocini, al termine dei quali non era previsto; in un’altra circostanza, dopo esser stata licenziata, non ero a conoscenza di questa possibilità e quando l’ho scoperto erano scaduti i termini per farne richiesta.”

Più in generale, in altre circostanze, abbiamo tentato di richiedere sussidi di altro genere, o di accedere a bandi per la formazione, o a tirocini, ma non è stato possibile perchè il modello isee relativo al reddito familiare, era troppo alto, nonostante fossimo disoccupate.

Diario di bordo

taccuino

 

 

 

Il tutto è cominciato inaspettatamente…

La proposta di Patrizia mi è sembrata subito troppo impegnativa, l’idea era di creare un Diario di bordo che ci simboleggiasse come gruppo e ci ricordasse chi eravamo prima e chi dopo, per non dimenticare i grandi sforzi fatti da ognuno di noi in un lungo, individuale ma comunitario, percorso di crescita, arricchito da molto divertimento e amicizia.

Ed ecco che Alessandro con un impeto di baldanza si propone come creativo autore… tutto questo a novembre…

il 17 gennaio mi viene affidato il compito, e mi trovo con il Diario completamente vuoto tra le mani.

Grazie al cielo Denise si offre di aiutarmi, ed ecco come siamo diventate le autrici del Diario di bordo.

(Giorgia)

 

Ci sono state molte difficoltà. La prima è stata di organizzare il tempo e sfruttare tutti i momenti per proseguire questo lavoro. Sembrava un lavoro semplice e invece ci ha portato via più tempo del previsto, impegnandoci al massimo in tutte le attività che il progetto proponeva, ci siamo occupate del diario soprattutto nel nostro tempo libero sia di giorno che di notte. Fortunatamente Marco, Emanuela e Claudia si sono offerti nel darci una mano.

(Denise)

 

L’obbiettivo del diario era quello di raccontare attraverso le pagine le cose belle che abbiamo fatto nel percorso del progetto, mi sono offerto di aiutare Denise e Giorgia dato che il lavoro era più impegnativo del previsto, lo stile dell’album era sul “cinema”abbiamo cercato immagini per decorare ed arricchire ogni singola pagina. Avevamo un budget limitato, quindi dopo che Giorgia ha passato le notti ha comprimere in un’unica pagina le foto che abbiamo selezionato, le stampavamo e passavamo molti pomeriggi a ritagliarle ed incollarle sul Diario.

Grazie a noi tre abbiamo un ricordo di questo “bellissimo” progetto. Sono dispiaciuto per la fine del corso perché grazie a questo ho conosciuto gente nuova e nuovi amici spero che si continui ad essere amici.

(Marco)

 

La mia impressione sul diario si bordo è molto positiva; strutturato molto bene e dettagliato e racconta tutto il nostro percorso dal primo incontro fino all’ultimo molto vivace e riassuntivo pieno di disegni e foto mi è piaciuto molto.

Le persone che hanno lavorato a questo diario hanno fatto un bellissimo lavoro si vede da subito che hanno dedicato tanto tempo e impegno grazie a loro avremmo per sempre un ricordo di questo progetto.

(Gianluca)

 

 

 

 

 

 

 

Noi e il film Quasi Amici

quasi amici

 

Lunedì 27 maggio alle ore 14:00 ci siamo trovati presso il Centro per l’impiego per guardare il film “QUASI AMICI ” insieme ai ragazzi del progetto Leonardo. Abbiamo guardato questo film perchè era inerente al laboratorio delle pari opportunità nazionali. E’ ambientato in Francia, precisamente a Parigi, girato da Oliver Nakache e Eric Toledano e interpretato da François Cluzet e Omar Sy.

Il film ( tratto da una storia vera) narra la storia di un milionario,Philippe che a causa di un incidente è diventato tetraplegico e di Driss, un ragazzo di colore che, per prendere il sussidio di disoccupazione, si presenta ad un colloquio per la posizione di suo badante.

Nei fatti Driss voleva solo rinnovare il suo stato di disoccupazione e continuare a percepire il sussidio. Viene però in seguito convocato dalla segretaria di Philippe per ritirare la delega firmata ma quando arrivò li gli offrì di lavorare per lui in prova. All’inizio Driss rifiutò l’offerta,ma dopo che venne cacciato di casa dalla zia, tornò da Philippe ed accettò il lavoro. Dato che Philippe era disabile, Driss è costretto ad aiutarlo e sostenerlo in ogni momento della sua vita. Driss scopre che Philippe intrattiene da tempo una relazione epistolare con una donna di nome Elènore, e lo costringe a chiamarla. Dopo varie telefonate fissarono un appuntamento per incontrarsi, al quale si mancarono di poco. Quando Philippe scopre che un giovane fratellastro di Driss si è messo nei guai, gli disse di tornare a casa e di occuparsi della famiglia.

In un momento di sconforto, percepito dall’assistente di Philippe, Yvonne decise di chiamare Driss per aiutarlo a rimettersi in sesto, lo portò in fine al mare, il film finisce che Philippe incontrò finalmente Elèonore.

A parer nostro questo film vuole insegnare che il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore può essere anche di amicizia, ci si può mettere in gioco anche se non si ha esperienza usando le proprie competenze trasversali.

Yes Me e Leonardo: uguali ma diversi

bandiera food italia   bandiera spagna

In questo incontro si sono evidenziate differenze molto significative tra i due progetti, anche se sostanzialmente sono finalizzati tutti e due al mondo del lavoro, la prima cosa che si nota è l’età dei partecipanti, noi di YesMe, selezionati su una fascia d’età ancora con possibilità di tirocinio, loro invece anche da minorenni possono partecipare al progetto e quindi allo Stage all’estero.

La durata è un altro fatto evidente, noi avendo un programma più ricco di attività, anche molto diverse tra loro, ad ora siamo arrivati a circa 8 mesi di lavoro, fatica e introspezione. Il Progetto Leonardo invece varia su una durata di circa 10-12 settimane, in cui viene fornita una formazione iniziale, rafforzata da un corso di lingua italiana di circa 40 ore, prevalentemente sulla grammatica, successivamente , arrivati in Italia hanno partecipato ad un altro corso di italiano, ma questo solo di 20 ore, basato più sul dialogo e su usi e costumi del Paese.

Sono stati poi inseriti in alcune aziende nella quale porteranno a termine il periodo di Stage, dato che per questa forma di contratto non è prevista una retribuzione, i ragazzi sono stati ospitati in case di alcune famiglie che hanno aderito al progetto.

Da questo si nota un’altra diversità negli obbiettivi del progetto, su di loro non si è attivato un lavoro incentivato anche sull’attività di gruppo, cioè quelle competenze trasversali come condividere, saper ascoltare, affrontare la timidezza ed i problemi personali e degli altri, cosa che su di noi ha richiesto molto tempo e fatica ma ci ha regalato soddisfazioni e ottimi risultati.

-Denise e Giorgia-

I ragazzi del Progetto Leonardo fanno tappa a Ivrea

 

I ragazzi del Progetto Leonardo ospiti a Ivrea

I ragazzi del Progetto Leonardo ospiti a Ivrea

 

Lunedì 27 maggio 2013 al Centro Per l’Impiego di Ivrea, abbiamo incontrato 5 ragazzi spagnoli del Progetto Leonardo provenienti da Madrid. Hanno intrapreso un viaggio culturale in giro per l’Italia e hanno colto l’occasione per conoscere noi, il nostro Progetto YesMe e le nostre usanze.

Ci hanno raccontato un po’ la loro esperienza di vita e del nostro paese, iniziata a Roma, dove sono stati ospitati da famiglie che li hanno accolti con grande entusiasmo.

Subito dopo Roma, sono andati a Torino, e poi sono venuti a Ivrea al CPI, per un incontro con noi, una specie di gemellaggio per confrontarsi e parlare dei rispettivi progetti, per presentarsi e dire le nostre reciproche impressioni, esprimendo i punti di forza, i pregi e i risultati che questo periodo di lavoro insieme ci ha dato. 

Alessio, Gianluca, Marco, Maria

 

 

 

Noi e il Baby Parking

 

D

 

Da qualche settimana anche noi come gli altri colleghi del progetto Yes Me ci siamo impegnate a progettare un blog e anche a come cercare lavoro sui siti più affidabili.

Questa esperienza ci sta aiutando ed è stata molto interessante, soprattutto a chi è interessato a mettersi in proprio utilizzando anche un grande strumento come internet.

Dopodichè abbiamo formato dei gruppi e abbiamo aperto un blog, ad esempio noi lo abbiamo scelto il tema su come aprire un Baby Parking. All’inizio ci siamo dedicate alla ricerca di altri siti che trattano lo stesso argomento a cui siamo interessate noi, cioè i bambini.

Nel nostro blog organizziamo e prepariamo feste di compleanno per bambini, ma non solo anche feste a tema e animazione per i più piccoli, dato che questa è la nostra passione.

Il nostro obbiettivo è aprire un Baby Parking ed ora grazie a questo blog stiamo cercando di far conoscere al meglio il nostro progetto, sperando che andrà tutto per il meglio, Se siete interessati la prossima settimana il nostro sito sarà online.

Denise e Saretta.

 

YESME: “Aspettativa e Realtà”

Illusione SINTESI

 

Quando ci hanno proposto di partecipare al progetto le nostre aspettative erano poche, eravamo un po’ sfiduciati nei confronti del trovare lavoro. Per quanto mi riguarda ho cominciato questo percorso, più che altro, per uscire di casa e avere qualcosa da fare.

Abbiamo iniziato col teatro psico-sociale e i primi giorni sembrava di essere in un campo estivo. I nostri coach ci coinvolgevano in vari giochi, per farci conoscere l’un l’altro e per insegnarci a collaborare. All’inizio del percorso di teatro molti di noi erano introversi e silenziosi, ma poi, anche con l’aiuto dei nostri coach, abbiamo imparato ad aprirci e ad essere più sicuri di noi, infatti se all’inizio alcuni ragazzi non volevano partecipare allo spettacolo, chi perché si vergognava a salire sul palco, o chi perché non aveva mai fatto teatro, alla fine abbiamo partecipato tutti, e ci siamo anche divertiti.

In contemporanea col teatro abbiamo intrapreso il corso di animazione web, dove ci hanno insegnato come aprire, modificare e aggiornare un blog, utilizzare i social network, tipo facebook dove, tramite la pagina di YESME, ognuno di noi, in gruppo o singolarmente, ha raccontato le proprie sensazioni ed esperienze, e le varie fasi del progetto.

Questi sono stati i laboratori più lunghi, ma non meno importanti lo sono stati gli altri, tra cui: la CURA DEL SE’, dove ci hanno dato consigli utili su come apparire al meglio; il MIP, dove ci hanno spiegato come comportarci se volessimo metterci in proprio; la SOCIETA’ COOPERATIVA, dove ci hanno spiegato come organizzarci, per poter avere un finanziamento, se volessimo aprire un locale o altro.

Alcuni ragazzi durante il percorso, sia tramite il CPI, sia per conto proprio, sono riusciti a trovare lavoro. Altri tramite i voucher formativi parteciperanno a dei corsi di formazione e ultimamente alcuni ragazzi sono stati selezionati per dei tirocini tramite un bando di concorso presso l’Informa-giovani.

Io personalmente non ho avuto questa fortuna, ma ora sono più sicura di me, almeno rispetto all’inizio. Adesso, però, che questo progetto è praticamente alla fine, ricomincerei tutto da capo, per rivivere questa bella esperienza.

Claudia

IL SIGNIFICATO PER NOI:L’ESPERIENZA DEL TEATRO SOCIALE , BENEFICI ,UTILITA’ E EVENTUALI SUGGERIMENTI

 

 

228896_180985378715700_1444046920_n

 

All’inizio del progetto ci è stato proposto di fare il Teatro Sociale, nessuno sapeva cosa saremmo andati a fare ed eravamo tutti un po’ titubanti…

Un grande beneficio ci è stato regalato dalla sola presenza di ogni singola persona, il gruppo era ormai formato da una grande emozione comune, che veniva riflessa sui volti, tra sorrisi, visi pensierosi e tanta empatia tra tutti. Infatti ci siamo aiutati l’uno con l’altro sia materialmente sul palco, sia nel combattere la timidezza di chi ne aveva più bisogno, questo ha portato a un grande successo, innanzi tutto sul risultato dello spettacolo, ma sopratutto sul piano dell’autostima di ognuno di noi.

Tutto questo lavoro ci è stato molto utile, abbiamo capito sulla nostra pelle l’importanza di sapersi organizzare e la grande difficoltà nell’attuarlo con tutto il resto del gruppo.

Dopo aver molto lavorato su questo, finalmente ci sentivamo una vera e propria squadra.

Abbiamo migliorato anche la nostra coordinazione, che nell’ambito lavorativo si potrebbe riflettere con la frase “ ESSERE AL POSTO GIUSTO NEL MOMENTO GIUSTO”, che riteniamo sia molto utile… =)

Altro cambiamento importante è stato gestire il proprio autocontrollo, la tensione era palpabile ma abbiamo combattuto le nostre paure e siamo risultati molto più sicuri di noi stessi.

Per quanto riguarda eventuali suggerimenti di miglioramento, abbiamo deciso che non scriveremo nulla, perché siamo soddisfatte della nostra crescita personale, e abbiamo notato molti cambiamenti positivi e molto impegno da parte di tutti, è stata una grande, emozionante e coinvolgente avventura, vissuta al meglio delle nostre capacità.

Ringraziamo di cuore Patrizia,Claudia e Michele per la pazienza, la grande disponibilità anche solo ad ascoltarci e per la loro comprensione anche nei momenti più difficili.

CIAO IO VADO!! :) :)

-Giorgia & Sara-

 

 

 

Un lungo percorso insieme!

yesme e la collaborazione

yesme e la collaborazione

 

Siamo coinvolti nel progetto YES ME da 7 mesi e ½ e abbiamo iniziato questo progetto con motivi diversi ma comuni, es. trovare un lavoro, fare un’esperienza nuova, relazionarsi con il mondo esterno, conoscere altre persone. All’inizio del progetto il mondo esterno a cui noi abbiamo parlato (amici e parenti) erano scettici sull’iniziativa, e la trovavano inutile e uno spreco di tempo e soldi, specialmente all’inizio con il teatro sociale. C’erano anche delle persone che trovavano molto interessante questa nuova iniziativa della provincia ed era contenta che ci fosse qualcuno che poteva dare una mano alle persone che si trovavano in difficoltà di esprimersi, relazionarsi con il mondo esterno.“Durante un colloquio di lavoro il direttore non sapeva del progetto ma, una volta informato, il suo atteggiamento è stato negativo. I miei amici, in-vece, trovano interessante che io possa mandare mio figlio al nido, tramite un voucher per le madri inserite in YES ME. Anche mio marito trova un notevole miglioramento. Grazie a YES ME, dopo la maternità sono tornata a relazionarmi con il mondo esterno.
ALEXANDRA

Io ricordo che quando spiegavo alla mia famiglia di quando facevo teatro sociale capivano grossolanamente di cosa si trattasse. Però solo quando il 14 marzo abbiamo fatto lo spettacolo al Liceo Musicale la mia famiglia è rimasta molto contenta, soddisfatta e colpita nel vedere che bel lavoro avevamo messo su nei mesi precedenti a Villa Girelli. E vedere me sul palco, essendo io timida, è stato per loro una bella sorpresa.

MARIA

Mio padre è rimasto contento che io abbia conosciuto nuove persone per conoscersi e scambiarsi le idee. Ai miei conoscenti a cui ho raccontato del corso, e che è interessato, mi hanno stimolato e incoraggiato ad andare avanti.

ALESSIO

 

 

L’amore ai tempi di Yes Me

amore1

 

 

All’inizio del corso nessuno di noi o pochi si conoscevano, man mano che il corso andava avanti e si passavano giornate tutti assieme alcuni di noi hanno legato di più. Sono nate amicizie forti che poi si sono trasformate in amore e affetto. Alcune storie sono ormai terminate, ma il legame è rimasto comunque forte tra queste persone. Yes me ha aiutato molti di noi a farsi avanti, ad essere meno timidi e ad affrontare questo sentimento con più sicurezza, anche se ora la storia d’amore è finita.

Non so perché la professoressa di web abbia voluto mettere me a parlare di questo argomento, forse perché una delle tante persone che ha provato quel sentimento, che da tempo era svanito, sono proprio io.

La nostra disoccupazione!

Nel film “Quasi amici”, diretto da O.Nakache e E.Toledano, emerge il tema del “sussidio di disoccupazione”.

Driss, protagonista del film, si reca al colloquio non per avere il lavoro, ma per farsi firmare una lettera di rifiuto di assunzione, in quanto dopo il terzo rifiuto otterrà il sussidio di disoccupazione.

La domanda che sorge spontanea è “perchè a Driss non interessa il lavoro?”. Abbiamo discusso sul ruolo del sussidio nella vita di un disoccupato.

“La mia opinione è che il sussidio sia un aiuto utile a sopravvivere per un breve periodo dopo la perdita di un lavoro, ma ritengo che vada dato a chi realmente ne ha bisogno.”, dice Manuela.

Denise invece afferma: “Ho lavorato in passato ma non ho mai percepito alcun sussidio, perchè in alcuni casi si trattava di tirocini, al termine dei quali non era previsto; in un’altra circostanza, dopo esser stata licenziata, non ero a conoscenza di questa possibilità e quando l’ho scoperto erano scaduti i termini per farne richiesta.”

Più in generale, in altre circostanze, abbiamo tentato di richiedere sussidi di altro genere, o di accedere a bandi per la formazione, o a tirocini, ma non è stato possibile perchè il modello isee relativo al reddito familiare, era troppo alto, nonostante fossimo disoccupate.

Diario di bordo

taccuino

 

 

 

Il tutto è cominciato inaspettatamente…

La proposta di Patrizia mi è sembrata subito troppo impegnativa, l’idea era di creare un Diario di bordo che ci simboleggiasse come gruppo e ci ricordasse chi eravamo prima e chi dopo, per non dimenticare i grandi sforzi fatti da ognuno di noi in un lungo, individuale ma comunitario, percorso di crescita, arricchito da molto divertimento e amicizia.

Ed ecco che Alessandro con un impeto di baldanza si propone come creativo autore… tutto questo a novembre…

il 17 gennaio mi viene affidato il compito, e mi trovo con il Diario completamente vuoto tra le mani.

Grazie al cielo Denise si offre di aiutarmi, ed ecco come siamo diventate le autrici del Diario di bordo.

(Giorgia)

 

Ci sono state molte difficoltà. La prima è stata di organizzare il tempo e sfruttare tutti i momenti per proseguire questo lavoro. Sembrava un lavoro semplice e invece ci ha portato via più tempo del previsto, impegnandoci al massimo in tutte le attività che il progetto proponeva, ci siamo occupate del diario soprattutto nel nostro tempo libero sia di giorno che di notte. Fortunatamente Marco, Emanuela e Claudia si sono offerti nel darci una mano.

(Denise)

 

L’obbiettivo del diario era quello di raccontare attraverso le pagine le cose belle che abbiamo fatto nel percorso del progetto, mi sono offerto di aiutare Denise e Giorgia dato che il lavoro era più impegnativo del previsto, lo stile dell’album era sul “cinema”abbiamo cercato immagini per decorare ed arricchire ogni singola pagina. Avevamo un budget limitato, quindi dopo che Giorgia ha passato le notti ha comprimere in un’unica pagina le foto che abbiamo selezionato, le stampavamo e passavamo molti pomeriggi a ritagliarle ed incollarle sul Diario.

Grazie a noi tre abbiamo un ricordo di questo “bellissimo” progetto. Sono dispiaciuto per la fine del corso perché grazie a questo ho conosciuto gente nuova e nuovi amici spero che si continui ad essere amici.

(Marco)

 

La mia impressione sul diario si bordo è molto positiva; strutturato molto bene e dettagliato e racconta tutto il nostro percorso dal primo incontro fino all’ultimo molto vivace e riassuntivo pieno di disegni e foto mi è piaciuto molto.

Le persone che hanno lavorato a questo diario hanno fatto un bellissimo lavoro si vede da subito che hanno dedicato tanto tempo e impegno grazie a loro avremmo per sempre un ricordo di questo progetto.

(Gianluca)

 

 

 

 

 

 

 

Noi e il film Quasi Amici

quasi amici

 

Lunedì 27 maggio alle ore 14:00 ci siamo trovati presso il Centro per l’impiego per guardare il film “QUASI AMICI ” insieme ai ragazzi del progetto Leonardo. Abbiamo guardato questo film perchè era inerente al laboratorio delle pari opportunità nazionali. E’ ambientato in Francia, precisamente a Parigi, girato da Oliver Nakache e Eric Toledano e interpretato da François Cluzet e Omar Sy.

Il film ( tratto da una storia vera) narra la storia di un milionario,Philippe che a causa di un incidente è diventato tetraplegico e di Driss, un ragazzo di colore che, per prendere il sussidio di disoccupazione, si presenta ad un colloquio per la posizione di suo badante.

Nei fatti Driss voleva solo rinnovare il suo stato di disoccupazione e continuare a percepire il sussidio. Viene però in seguito convocato dalla segretaria di Philippe per ritirare la delega firmata ma quando arrivò li gli offrì di lavorare per lui in prova. All’inizio Driss rifiutò l’offerta,ma dopo che venne cacciato di casa dalla zia, tornò da Philippe ed accettò il lavoro. Dato che Philippe era disabile, Driss è costretto ad aiutarlo e sostenerlo in ogni momento della sua vita. Driss scopre che Philippe intrattiene da tempo una relazione epistolare con una donna di nome Elènore, e lo costringe a chiamarla. Dopo varie telefonate fissarono un appuntamento per incontrarsi, al quale si mancarono di poco. Quando Philippe scopre che un giovane fratellastro di Driss si è messo nei guai, gli disse di tornare a casa e di occuparsi della famiglia.

In un momento di sconforto, percepito dall’assistente di Philippe, Yvonne decise di chiamare Driss per aiutarlo a rimettersi in sesto, lo portò in fine al mare, il film finisce che Philippe incontrò finalmente Elèonore.

A parer nostro questo film vuole insegnare che il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore può essere anche di amicizia, ci si può mettere in gioco anche se non si ha esperienza usando le proprie competenze trasversali.

Yes Me e Leonardo: uguali ma diversi

bandiera food italia   bandiera spagna

In questo incontro si sono evidenziate differenze molto significative tra i due progetti, anche se sostanzialmente sono finalizzati tutti e due al mondo del lavoro, la prima cosa che si nota è l’età dei partecipanti, noi di YesMe, selezionati su una fascia d’età ancora con possibilità di tirocinio, loro invece anche da minorenni possono partecipare al progetto e quindi allo Stage all’estero.

La durata è un altro fatto evidente, noi avendo un programma più ricco di attività, anche molto diverse tra loro, ad ora siamo arrivati a circa 8 mesi di lavoro, fatica e introspezione. Il Progetto Leonardo invece varia su una durata di circa 10-12 settimane, in cui viene fornita una formazione iniziale, rafforzata da un corso di lingua italiana di circa 40 ore, prevalentemente sulla grammatica, successivamente , arrivati in Italia hanno partecipato ad un altro corso di italiano, ma questo solo di 20 ore, basato più sul dialogo e su usi e costumi del Paese.

Sono stati poi inseriti in alcune aziende nella quale porteranno a termine il periodo di Stage, dato che per questa forma di contratto non è prevista una retribuzione, i ragazzi sono stati ospitati in case di alcune famiglie che hanno aderito al progetto.

Da questo si nota un’altra diversità negli obbiettivi del progetto, su di loro non si è attivato un lavoro incentivato anche sull’attività di gruppo, cioè quelle competenze trasversali come condividere, saper ascoltare, affrontare la timidezza ed i problemi personali e degli altri, cosa che su di noi ha richiesto molto tempo e fatica ma ci ha regalato soddisfazioni e ottimi risultati.

-Denise e Giorgia-

I ragazzi del Progetto Leonardo fanno tappa a Ivrea

 

I ragazzi del Progetto Leonardo ospiti a Ivrea

I ragazzi del Progetto Leonardo ospiti a Ivrea

 

Lunedì 27 maggio 2013 al Centro Per l’Impiego di Ivrea, abbiamo incontrato 5 ragazzi spagnoli del Progetto Leonardo provenienti da Madrid. Hanno intrapreso un viaggio culturale in giro per l’Italia e hanno colto l’occasione per conoscere noi, il nostro Progetto YesMe e le nostre usanze.

Ci hanno raccontato un po’ la loro esperienza di vita e del nostro paese, iniziata a Roma, dove sono stati ospitati da famiglie che li hanno accolti con grande entusiasmo.

Subito dopo Roma, sono andati a Torino, e poi sono venuti a Ivrea al CPI, per un incontro con noi, una specie di gemellaggio per confrontarsi e parlare dei rispettivi progetti, per presentarsi e dire le nostre reciproche impressioni, esprimendo i punti di forza, i pregi e i risultati che questo periodo di lavoro insieme ci ha dato. 

Alessio, Gianluca, Marco, Maria

 

 

 

Noi e il Baby Parking

 

D

 

Da qualche settimana anche noi come gli altri colleghi del progetto Yes Me ci siamo impegnate a progettare un blog e anche a come cercare lavoro sui siti più affidabili.

Questa esperienza ci sta aiutando ed è stata molto interessante, soprattutto a chi è interessato a mettersi in proprio utilizzando anche un grande strumento come internet.

Dopodichè abbiamo formato dei gruppi e abbiamo aperto un blog, ad esempio noi lo abbiamo scelto il tema su come aprire un Baby Parking. All’inizio ci siamo dedicate alla ricerca di altri siti che trattano lo stesso argomento a cui siamo interessate noi, cioè i bambini.

Nel nostro blog organizziamo e prepariamo feste di compleanno per bambini, ma non solo anche feste a tema e animazione per i più piccoli, dato che questa è la nostra passione.

Il nostro obbiettivo è aprire un Baby Parking ed ora grazie a questo blog stiamo cercando di far conoscere al meglio il nostro progetto, sperando che andrà tutto per il meglio, Se siete interessati la prossima settimana il nostro sito sarà online.

Denise e Saretta.

 

YESME: “Aspettativa e Realtà”

Illusione SINTESI

 

Quando ci hanno proposto di partecipare al progetto le nostre aspettative erano poche, eravamo un po’ sfiduciati nei confronti del trovare lavoro. Per quanto mi riguarda ho cominciato questo percorso, più che altro, per uscire di casa e avere qualcosa da fare.

Abbiamo iniziato col teatro psico-sociale e i primi giorni sembrava di essere in un campo estivo. I nostri coach ci coinvolgevano in vari giochi, per farci conoscere l’un l’altro e per insegnarci a collaborare. All’inizio del percorso di teatro molti di noi erano introversi e silenziosi, ma poi, anche con l’aiuto dei nostri coach, abbiamo imparato ad aprirci e ad essere più sicuri di noi, infatti se all’inizio alcuni ragazzi non volevano partecipare allo spettacolo, chi perché si vergognava a salire sul palco, o chi perché non aveva mai fatto teatro, alla fine abbiamo partecipato tutti, e ci siamo anche divertiti.

In contemporanea col teatro abbiamo intrapreso il corso di animazione web, dove ci hanno insegnato come aprire, modificare e aggiornare un blog, utilizzare i social network, tipo facebook dove, tramite la pagina di YESME, ognuno di noi, in gruppo o singolarmente, ha raccontato le proprie sensazioni ed esperienze, e le varie fasi del progetto.

Questi sono stati i laboratori più lunghi, ma non meno importanti lo sono stati gli altri, tra cui: la CURA DEL SE’, dove ci hanno dato consigli utili su come apparire al meglio; il MIP, dove ci hanno spiegato come comportarci se volessimo metterci in proprio; la SOCIETA’ COOPERATIVA, dove ci hanno spiegato come organizzarci, per poter avere un finanziamento, se volessimo aprire un locale o altro.

Alcuni ragazzi durante il percorso, sia tramite il CPI, sia per conto proprio, sono riusciti a trovare lavoro. Altri tramite i voucher formativi parteciperanno a dei corsi di formazione e ultimamente alcuni ragazzi sono stati selezionati per dei tirocini tramite un bando di concorso presso l’Informa-giovani.

Io personalmente non ho avuto questa fortuna, ma ora sono più sicura di me, almeno rispetto all’inizio. Adesso, però, che questo progetto è praticamente alla fine, ricomincerei tutto da capo, per rivivere questa bella esperienza.

Claudia

IL SIGNIFICATO PER NOI:L’ESPERIENZA DEL TEATRO SOCIALE , BENEFICI ,UTILITA’ E EVENTUALI SUGGERIMENTI

 

 

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All’inizio del progetto ci è stato proposto di fare il Teatro Sociale, nessuno sapeva cosa saremmo andati a fare ed eravamo tutti un po’ titubanti…

Un grande beneficio ci è stato regalato dalla sola presenza di ogni singola persona, il gruppo era ormai formato da una grande emozione comune, che veniva riflessa sui volti, tra sorrisi, visi pensierosi e tanta empatia tra tutti. Infatti ci siamo aiutati l’uno con l’altro sia materialmente sul palco, sia nel combattere la timidezza di chi ne aveva più bisogno, questo ha portato a un grande successo, innanzi tutto sul risultato dello spettacolo, ma sopratutto sul piano dell’autostima di ognuno di noi.

Tutto questo lavoro ci è stato molto utile, abbiamo capito sulla nostra pelle l’importanza di sapersi organizzare e la grande difficoltà nell’attuarlo con tutto il resto del gruppo.

Dopo aver molto lavorato su questo, finalmente ci sentivamo una vera e propria squadra.

Abbiamo migliorato anche la nostra coordinazione, che nell’ambito lavorativo si potrebbe riflettere con la frase “ ESSERE AL POSTO GIUSTO NEL MOMENTO GIUSTO”, che riteniamo sia molto utile… =)

Altro cambiamento importante è stato gestire il proprio autocontrollo, la tensione era palpabile ma abbiamo combattuto le nostre paure e siamo risultati molto più sicuri di noi stessi.

Per quanto riguarda eventuali suggerimenti di miglioramento, abbiamo deciso che non scriveremo nulla, perché siamo soddisfatte della nostra crescita personale, e abbiamo notato molti cambiamenti positivi e molto impegno da parte di tutti, è stata una grande, emozionante e coinvolgente avventura, vissuta al meglio delle nostre capacità.

Ringraziamo di cuore Patrizia,Claudia e Michele per la pazienza, la grande disponibilità anche solo ad ascoltarci e per la loro comprensione anche nei momenti più difficili.

CIAO IO VADO!! :) :)

-Giorgia & Sara-

 

 

 

Un lungo percorso insieme!

yesme e la collaborazione

yesme e la collaborazione

 

Siamo coinvolti nel progetto YES ME da 7 mesi e ½ e abbiamo iniziato questo progetto con motivi diversi ma comuni, es. trovare un lavoro, fare un’esperienza nuova, relazionarsi con il mondo esterno, conoscere altre persone. All’inizio del progetto il mondo esterno a cui noi abbiamo parlato (amici e parenti) erano scettici sull’iniziativa, e la trovavano inutile e uno spreco di tempo e soldi, specialmente all’inizio con il teatro sociale. C’erano anche delle persone che trovavano molto interessante questa nuova iniziativa della provincia ed era contenta che ci fosse qualcuno che poteva dare una mano alle persone che si trovavano in difficoltà di esprimersi, relazionarsi con il mondo esterno.“Durante un colloquio di lavoro il direttore non sapeva del progetto ma, una volta informato, il suo atteggiamento è stato negativo. I miei amici, in-vece, trovano interessante che io possa mandare mio figlio al nido, tramite un voucher per le madri inserite in YES ME. Anche mio marito trova un notevole miglioramento. Grazie a YES ME, dopo la maternità sono tornata a relazionarmi con il mondo esterno.
ALEXANDRA

Io ricordo che quando spiegavo alla mia famiglia di quando facevo teatro sociale capivano grossolanamente di cosa si trattasse. Però solo quando il 14 marzo abbiamo fatto lo spettacolo al Liceo Musicale la mia famiglia è rimasta molto contenta, soddisfatta e colpita nel vedere che bel lavoro avevamo messo su nei mesi precedenti a Villa Girelli. E vedere me sul palco, essendo io timida, è stato per loro una bella sorpresa.

MARIA

Mio padre è rimasto contento che io abbia conosciuto nuove persone per conoscersi e scambiarsi le idee. Ai miei conoscenti a cui ho raccontato del corso, e che è interessato, mi hanno stimolato e incoraggiato ad andare avanti.

ALESSIO

 

 

L’amore ai tempi di Yes Me

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All’inizio del corso nessuno di noi o pochi si conoscevano, man mano che il corso andava avanti e si passavano giornate tutti assieme alcuni di noi hanno legato di più. Sono nate amicizie forti che poi si sono trasformate in amore e affetto. Alcune storie sono ormai terminate, ma il legame è rimasto comunque forte tra queste persone. Yes me ha aiutato molti di noi a farsi avanti, ad essere meno timidi e ad affrontare questo sentimento con più sicurezza, anche se ora la storia d’amore è finita.

Non so perché la professoressa di web abbia voluto mettere me a parlare di questo argomento, forse perché una delle tante persone che ha provato quel sentimento, che da tempo era svanito, sono proprio io.

La nostra disoccupazione!

Nel film “Quasi amici”, diretto da O.Nakache e E.Toledano, emerge il tema del “sussidio di disoccupazione”.

Driss, protagonista del film, si reca al colloquio non per avere il lavoro, ma per farsi firmare una lettera di rifiuto di assunzione, in quanto dopo il terzo rifiuto otterrà il sussidio di disoccupazione.

La domanda che sorge spontanea è “perchè a Driss non interessa il lavoro?”. Abbiamo discusso sul ruolo del sussidio nella vita di un disoccupato.

“La mia opinione è che il sussidio sia un aiuto utile a sopravvivere per un breve periodo dopo la perdita di un lavoro, ma ritengo che vada dato a chi realmente ne ha bisogno.”, dice Manuela.

Denise invece afferma: “Ho lavorato in passato ma non ho mai percepito alcun sussidio, perchè in alcuni casi si trattava di tirocini, al termine dei quali non era previsto; in un’altra circostanza, dopo esser stata licenziata, non ero a conoscenza di questa possibilità e quando l’ho scoperto erano scaduti i termini per farne richiesta.”

Più in generale, in altre circostanze, abbiamo tentato di richiedere sussidi di altro genere, o di accedere a bandi per la formazione, o a tirocini, ma non è stato possibile perchè il modello isee relativo al reddito familiare, era troppo alto, nonostante fossimo disoccupate.

Diario di bordo

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Il tutto è cominciato inaspettatamente…

La proposta di Patrizia mi è sembrata subito troppo impegnativa, l’idea era di creare un Diario di bordo che ci simboleggiasse come gruppo e ci ricordasse chi eravamo prima e chi dopo, per non dimenticare i grandi sforzi fatti da ognuno di noi in un lungo, individuale ma comunitario, percorso di crescita, arricchito da molto divertimento e amicizia.

Ed ecco che Alessandro con un impeto di baldanza si propone come creativo autore… tutto questo a novembre…

il 17 gennaio mi viene affidato il compito, e mi trovo con il Diario completamente vuoto tra le mani.

Grazie al cielo Denise si offre di aiutarmi, ed ecco come siamo diventate le autrici del Diario di bordo.

(Giorgia)

 

Ci sono state molte difficoltà. La prima è stata di organizzare il tempo e sfruttare tutti i momenti per proseguire questo lavoro. Sembrava un lavoro semplice e invece ci ha portato via più tempo del previsto, impegnandoci al massimo in tutte le attività che il progetto proponeva, ci siamo occupate del diario soprattutto nel nostro tempo libero sia di giorno che di notte. Fortunatamente Marco, Emanuela e Claudia si sono offerti nel darci una mano.

(Denise)

 

L’obbiettivo del diario era quello di raccontare attraverso le pagine le cose belle che abbiamo fatto nel percorso del progetto, mi sono offerto di aiutare Denise e Giorgia dato che il lavoro era più impegnativo del previsto, lo stile dell’album era sul “cinema”abbiamo cercato immagini per decorare ed arricchire ogni singola pagina. Avevamo un budget limitato, quindi dopo che Giorgia ha passato le notti ha comprimere in un’unica pagina le foto che abbiamo selezionato, le stampavamo e passavamo molti pomeriggi a ritagliarle ed incollarle sul Diario.

Grazie a noi tre abbiamo un ricordo di questo “bellissimo” progetto. Sono dispiaciuto per la fine del corso perché grazie a questo ho conosciuto gente nuova e nuovi amici spero che si continui ad essere amici.

(Marco)

 

La mia impressione sul diario si bordo è molto positiva; strutturato molto bene e dettagliato e racconta tutto il nostro percorso dal primo incontro fino all’ultimo molto vivace e riassuntivo pieno di disegni e foto mi è piaciuto molto.

Le persone che hanno lavorato a questo diario hanno fatto un bellissimo lavoro si vede da subito che hanno dedicato tanto tempo e impegno grazie a loro avremmo per sempre un ricordo di questo progetto.

(Gianluca)

 

 

 

 

 

 

 

Noi e il film Quasi Amici

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Lunedì 27 maggio alle ore 14:00 ci siamo trovati presso il Centro per l’impiego per guardare il film “QUASI AMICI ” insieme ai ragazzi del progetto Leonardo. Abbiamo guardato questo film perchè era inerente al laboratorio delle pari opportunità nazionali. E’ ambientato in Francia, precisamente a Parigi, girato da Oliver Nakache e Eric Toledano e interpretato da François Cluzet e Omar Sy.

Il film ( tratto da una storia vera) narra la storia di un milionario,Philippe che a causa di un incidente è diventato tetraplegico e di Driss, un ragazzo di colore che, per prendere il sussidio di disoccupazione, si presenta ad un colloquio per la posizione di suo badante.

Nei fatti Driss voleva solo rinnovare il suo stato di disoccupazione e continuare a percepire il sussidio. Viene però in seguito convocato dalla segretaria di Philippe per ritirare la delega firmata ma quando arrivò li gli offrì di lavorare per lui in prova. All’inizio Driss rifiutò l’offerta,ma dopo che venne cacciato di casa dalla zia, tornò da Philippe ed accettò il lavoro. Dato che Philippe era disabile, Driss è costretto ad aiutarlo e sostenerlo in ogni momento della sua vita. Driss scopre che Philippe intrattiene da tempo una relazione epistolare con una donna di nome Elènore, e lo costringe a chiamarla. Dopo varie telefonate fissarono un appuntamento per incontrarsi, al quale si mancarono di poco. Quando Philippe scopre che un giovane fratellastro di Driss si è messo nei guai, gli disse di tornare a casa e di occuparsi della famiglia.

In un momento di sconforto, percepito dall’assistente di Philippe, Yvonne decise di chiamare Driss per aiutarlo a rimettersi in sesto, lo portò in fine al mare, il film finisce che Philippe incontrò finalmente Elèonore.

A parer nostro questo film vuole insegnare che il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore può essere anche di amicizia, ci si può mettere in gioco anche se non si ha esperienza usando le proprie competenze trasversali.

Yes Me e Leonardo: uguali ma diversi

bandiera food italia   bandiera spagna

In questo incontro si sono evidenziate differenze molto significative tra i due progetti, anche se sostanzialmente sono finalizzati tutti e due al mondo del lavoro, la prima cosa che si nota è l’età dei partecipanti, noi di YesMe, selezionati su una fascia d’età ancora con possibilità di tirocinio, loro invece anche da minorenni possono partecipare al progetto e quindi allo Stage all’estero.

La durata è un altro fatto evidente, noi avendo un programma più ricco di attività, anche molto diverse tra loro, ad ora siamo arrivati a circa 8 mesi di lavoro, fatica e introspezione. Il Progetto Leonardo invece varia su una durata di circa 10-12 settimane, in cui viene fornita una formazione iniziale, rafforzata da un corso di lingua italiana di circa 40 ore, prevalentemente sulla grammatica, successivamente , arrivati in Italia hanno partecipato ad un altro corso di italiano, ma questo solo di 20 ore, basato più sul dialogo e su usi e costumi del Paese.

Sono stati poi inseriti in alcune aziende nella quale porteranno a termine il periodo di Stage, dato che per questa forma di contratto non è prevista una retribuzione, i ragazzi sono stati ospitati in case di alcune famiglie che hanno aderito al progetto.

Da questo si nota un’altra diversità negli obbiettivi del progetto, su di loro non si è attivato un lavoro incentivato anche sull’attività di gruppo, cioè quelle competenze trasversali come condividere, saper ascoltare, affrontare la timidezza ed i problemi personali e degli altri, cosa che su di noi ha richiesto molto tempo e fatica ma ci ha regalato soddisfazioni e ottimi risultati.

-Denise e Giorgia-

I ragazzi del Progetto Leonardo fanno tappa a Ivrea

 

I ragazzi del Progetto Leonardo ospiti a Ivrea

I ragazzi del Progetto Leonardo ospiti a Ivrea

 

Lunedì 27 maggio 2013 al Centro Per l’Impiego di Ivrea, abbiamo incontrato 5 ragazzi spagnoli del Progetto Leonardo provenienti da Madrid. Hanno intrapreso un viaggio culturale in giro per l’Italia e hanno colto l’occasione per conoscere noi, il nostro Progetto YesMe e le nostre usanze.

Ci hanno raccontato un po’ la loro esperienza di vita e del nostro paese, iniziata a Roma, dove sono stati ospitati da famiglie che li hanno accolti con grande entusiasmo.

Subito dopo Roma, sono andati a Torino, e poi sono venuti a Ivrea al CPI, per un incontro con noi, una specie di gemellaggio per confrontarsi e parlare dei rispettivi progetti, per presentarsi e dire le nostre reciproche impressioni, esprimendo i punti di forza, i pregi e i risultati che questo periodo di lavoro insieme ci ha dato. 

Alessio, Gianluca, Marco, Maria

 

 

 

Noi e il Baby Parking

 

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Da qualche settimana anche noi come gli altri colleghi del progetto Yes Me ci siamo impegnate a progettare un blog e anche a come cercare lavoro sui siti più affidabili.

Questa esperienza ci sta aiutando ed è stata molto interessante, soprattutto a chi è interessato a mettersi in proprio utilizzando anche un grande strumento come internet.

Dopodichè abbiamo formato dei gruppi e abbiamo aperto un blog, ad esempio noi lo abbiamo scelto il tema su come aprire un Baby Parking. All’inizio ci siamo dedicate alla ricerca di altri siti che trattano lo stesso argomento a cui siamo interessate noi, cioè i bambini.

Nel nostro blog organizziamo e prepariamo feste di compleanno per bambini, ma non solo anche feste a tema e animazione per i più piccoli, dato che questa è la nostra passione.

Il nostro obbiettivo è aprire un Baby Parking ed ora grazie a questo blog stiamo cercando di far conoscere al meglio il nostro progetto, sperando che andrà tutto per il meglio, Se siete interessati la prossima settimana il nostro sito sarà online.

Denise e Saretta.

 

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